The Kitchen art gallery ospita dal 22 ottobre l’indagine di Benedetta Pitscheider, con cinquanta immagini dedicate a danzatori contemporanei

©benedettapitscheider BLOOMING
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Benedetta Pitscheider ph press
Benedetta Pitscheider ph press

Comprendere che cosa accada nel momento in cui gli occhi di un altro si posano su di noi e interrogarsi su quanto sia fattibile disattivare la volontà di controllo, lasciando cadere corazze e maschere, è il cuore pulsante da cui prende vita Blooming. Lo sguardo del possibile. Il percorso visivo di Benedetta Pitscheider approda a Milano all’interno di The Kitchen art gallery, in via Asiago 4, con la curatela di Roberto Mutti.

L’evento espositivo, il cui vernissage è fissato per giovedì 22 ottobre 2026 dalle 18:00 alle 21:00 e che rimarrà aperto al pubblico fino all’11 novembre, propone una selezione di cinquanta scatti, in gran parte mai esposti prima. Le opere sono il frutto di oltre quattro anni di lavoro e incontri a tu per tu con danzatori e danzatrici attivi nel panorama contemporaneo, un percorso che ha saputo convertire una committenza di natura professionale in una profonda esplorazione esistenziale e visiva.

Lo studio di posa secondo Benedetta Pitscheider come spazio di reciproca fiducia

Prendendo con decisione le distanze dall’obbligo di replicare schemi posturali codificati o formule visive convenzionali, la fotografa ha reinventato dalle fondamenta il senso stesso dello spazio di lavoro. La sala di posa cessa così di fungere da palcoscenico per finzioni tecniche, trasformandosi nel contesto per un confronto paritario e in un autentico patto di vulnerabilità reciproca in cui entrambi i protagonisti scelgono di abbassare le proprie barriere protettive.

A chiarire la propria visione poetica è la stessa artista: «Escludo ogni artificiosità, pose, sequenze o ripetizioni di passi – spiega l’autrice –. In Blooming inseguo una creatività in transizione, di cui provo a valorizzare l’intensità con immediatezza e nella massima sintonia. Ogni immagine è un momento di passaggio, un ritratto intimo che mira a lasciar intravedere un mondo interiore». All’interno di questa relazione condivisa, l’atto visivo si muove senza sosta tra due estremi opposti, oscillando tra il pericolo di tramutarsi in una gabbia soffocante e la capacità di dischiudersi come via di liberazione. Considerare il ritratto alla stregua di una realtà a sé stante spinge Benedetta Pitscheider a modulare attentamente l’illuminazione e le geometrie visive, così da toccare ciò che palpita appena oltre la superficie esteriore.

©benedettapitscheider BLOOMING
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Una partitura visiva scandita da una costante progressione emotiva

L’ordinamento delle sale si sviluppa come una partitura visiva dal cadenzato respiro musicale, concepita per guidare il visitatore lungo una definita progressione emotiva. I nuclei della mostra procedono dai momenti di più densa introspezione e raccoglimento fino al graduale schiudersi della figura verso la fotocamera, uno sviluppo assecondato dall’alternanza di luci calibrate, diverse soluzioni tecniche e molteplici ambienti.

L’efficacia espressiva del percorso trova una sintesi nelle considerazioni del curatore Roberto Mutti: «Attraverso l’alternarsi tra il primo piano di un volto, il profilo di un braccio proteso a sfiorare la sua ombra, due mani che s’intrecciano e la tensione di corpi che svettano, Benedetta Pitscheider ci invita a riflettere sul mistero di incontrare se stessi nello sguardo dell’altro».

Il punto d’incontro tra danza contemporanea e fotografia nel progetto Blooming

La parola Blooming rimanda all’istante preciso della fioritura, all’aprirsi spontaneo di un bocciolo che non tollera imposizioni e sboccia unicamente quando trova l’ambiente adatto. In modo analogo, le figure ritratte fioriscono dinanzi alla macchina fotografica quando abbandonano filtri e sovrastrutture della ragione, convertendo la propria fragilità in una sorgente di autentica energia espressiva.

Per tale ragione la danza contemporanea costituisce l’alveo privilegiato di questa ricerca. Laddove l’espressione coreutica vive nello scorrere inarrestabile dei minuti e la fotografia opera per sottrarre il singolo istante al tempo, nella poetica di Benedetta Pitscheider queste opposte polarità si ricompongono: a congiungerle interviene la relazione umana, intesa come territorio dinamico, cangiante e radicato nella fiducia reciproca. La mostra oltrepassa così i canoni consueti del ritratto fotografico per interrogarsi sulla messa a nudo dell’identità, sulle modalità con cui viviamo la nostra immagine e sul valore dello sguardo reciproco quale potente via di conoscenza.

Scheda informativa

  • Titolo: Blooming. Lo sguardo del possibile
  • Autrice: Benedetta Pitscheider
  • A cura di: Roberto Mutti
  • Sede: The Kitchen art gallery, via Asiago 4 – Milano
  • Periodo di apertura: 22 ottobre – 11 novembre 2026
  • Opening: giovedì 22 ottobre 2026, ore 18:00 – 21:00

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