Una riflessione sulla libertà dell’arte e sul diritto di narrare le icone del nostro tempo
Andrea Iervolino, produttore del biopic Armani – The King of Fashion, ha risposto ufficialmente alle dichiarazioni rilasciate dal Gruppo Armani riguardo alla pellicola attualmente in fase di sviluppo. Come riportato da Ciak, il produttore ha difeso con determinazione il progetto, sottolineando la natura di omaggio dell’opera cinematografica. Iervolino ha spiegato di nutrire il massimo rispetto per la famiglia dello stilista, ma ha anche rivendicato con forza la libertà di raccontare una figura che appartiene ormai al patrimonio culturale globale.
La difesa del progetto cinematografico su Armani
La pellicola dedicata a Giorgio Armani nasce dalla profonda volontà di celebrare un uomo che ha cambiato per sempre la storia della moda mondiale. Andrea Iervolino ha risposto alle recenti polemiche sottolineando che “nutro il massimo rispetto per la famiglia Armani e comprendo la loro posizione”. Il produttore ha aggiunto che il desiderio primario della produzione è quello di mantenere un rapporto aperto e rispettoso con i discendenti, pur procedendo con la narrazione di una vita straordinaria. Secondo quanto emerso, l’eredità dello stilista non è considerata un bene privato ma un valore che appartiene al mondo intero, rendendo il film un atto di gratitudine collettiva verso il genio creativo italiano.
I dettagli della produzione e il set in Ungheria
Il film, intitolato Armani – The King of Fashion, vede alla regia Bobby Moresco, già vincitore del premio Oscar per la sceneggiatura. La produzione, curata dalla società Taic Funding, dispone di un budget rilevante pari a circa 135 milioni di dollari, confermando l’ambizione internazionale del progetto. Un dettaglio significativo riguarda la sede delle riprese, che si svolgeranno interamente in Ungheria. Andrea Iervolino ha chiarito questa scelta logistica spiegando che le banche nordamericane mostrano spesso riluttanza nell’investire in progetti girati sul territorio in Italia. Nonostante la produzione avvenga all’estero, il cuore pulsante del progetto rimane strettamente legato all’identità italiana e alla celebrazione di una delle icone più rappresentative della nazione.
La risposta alle dichiarazioni del Gruppo Armani
In merito alla nota ufficiale con cui il Gruppo Armani si è dichiarato totalmente estraneo all’iniziativa, Andrea Iervolino ha mantenuto una linea ferma ma diplomatica. Il produttore ha rivelato che la sceneggiatura della pellicola era in fase di sviluppo già dalla primavera del 2025, molto prima della scomparsa del maestro avvenuta il 4 settembre 2025. La scelta consapevole di non dare annunci ufficiali durante il periodo della malattia è stata una forma di rispetto e delicatezza verso lo stilista. “Questo film nasce come atto d’amore” ha ribadito Iervolino, confermando che l’opera intende onorare la memoria del visionario della moda con autenticità, indipendenza creativa e una narrazione che metta in luce il percorso umano dietro il successo professionale.
La libertà creativa e il valore del racconto
In conclusione, il produttore ha voluto rivendicare il diritto fondamentale del cinema di esplorare e narrare le vite delle grandi personalità storiche. La sceneggiatura, curata da Bobby Moresco insieme alla figlia Amanda, punta a offrire un ritratto profondo e sfaccettato del percorso di Giorgio Armani. Andrea Iervolino ha sottolineato come la libertà espressiva sia un motore fondamentale per realizzare un tributo che possa restare nella storia del cinema. Il progetto continuerà a procedere con l’obiettivo di mostrare al pubblico di tutto il globo l’eleganza e il rigore che hanno reso celebre lo stilista, mantenendo l’impegno costante di raccontare storie italiane attraverso standard produttivi di livello internazionale.



