A 48 anni, tra lavoro sociale, passioni e ricordi del passato, Nadia Benomar guarda alla recitazione e alla televisione con entusiasmo, cercando una nuova occasione per esprimere se stessa
A 48 anni Nadia Benomar, che vive a Bologna, guarda al mondo dello spettacolo con curiosità e con il desiderio di mettersi in gioco. Alta 165 cm, con occhi e capelli neri, parla arabo, francese e italiano e nella vita lavora come operatrice sociale e interprete, professioni che rispecchiano una naturale predisposizione all’ascolto e al rapporto con le persone.
Il suo approccio al mondo dello spettacolo è molto personale: non si vede particolarmente nel ruolo di fotomodella, mentre sente una maggiore attrazione per la recitazione, gli eventi, le trasmissioni e i progetti televisivi. Una strada che oggi vorrebbe esplorare con entusiasmo, anche ripartendo da una passione che aveva coltivato quando era più giovane.
Nadia, di cosa ti occupi nella vita?
«Sono operatrice sociale e interprete. Sono due attività che mi permettono di stare a contatto con le persone, ascoltarle e confrontarmi quotidianamente con realtà e situazioni diverse».
So che però vorresti entrare nel mondo dello spettacolo. In quale ambito ti piacerebbe lavorare?
«Mi piacerebbe partecipare a eventi, trasmissioni, film e progetti televisivi. La strada della fotomodella mi interessa un po’ meno, anche perché penso di avere un fisico abbastanza grosso. Mi orienterei soprattutto verso la recitazione, perché è un ambito nel quale sento di poter esprimere maggiormente la mia personalità».
Hai già avuto esperienze in questo campo?
«No, non ho frequentato corsi e non ho avuto esperienze recenti sul set. Quando ero più piccola, però, ho avuto qualche esperienza: cantavo, poi ho smesso. È una parte della mia vita che ricordo con piacere e oggi mi piacerebbe ritrovare quel desiderio di esprimermi attraverso lo spettacolo, magari scoprendo anche nuove possibilità».
Se dovessi interpretare un ruolo in una serie o in un film, quale genere sceglieresti?
«Direi sicuramente una commedia, mi piace far ridere. Mi piace l’idea di poter trasmettere allegria alle persone e credo che un ruolo comico sarebbe quello nel quale potrei sentirmi maggiormente a mio agio. Mi piacerebbe riuscire a divertirmi e, allo stesso tempo, far divertire chi mi guarda».
Pratichi sport?
«Di rado. Vado in palestra, ma senza essere particolarmente sportiva. Cerco comunque di dedicare un po’ di tempo a me stessa e al mio benessere».
Quali sono le tue passioni nel tempo libero?
«Sicuramente i viaggi. Mi piace tantissimo viaggiare e, appena ho un giorno libero, cerco anche di fare un piccolo viaggio, magari visitando una città. Mi piace scoprire posti nuovi, cambiare ambiente e vivere esperienze diverse anche quando si tratta semplicemente di una breve fuga dalla quotidianità».
Come descriveresti il tuo carattere a una persona che non ti conosce?
«Sono molto disponibile e allegra. Non sono una persona che cerca il pelo nell’uovo e sono abbastanza tranquilla. Tendo a facilitare le cose, ad ascoltare le persone e a capire le esigenze degli altri. Cerco di rendere tutto più semplice, nella vita in generale. Credo molto nell’importanza di ascoltare e cercare di comprendere chi abbiamo davanti».
Nadia, dove ti vedi tra cinque anni?
«Vorrei vedermi in qualcosa di molto bello, che mi faccia stare bene. Magari sul set di qualcosa che mi piace. Non voglio diventare una persona frustrata per qualsiasi motivo: vorrei vedermi tranquilla, anche economicamente e in salute, insomma, serena sotto tutti gli aspetti. Per me il vero obiettivo è stare bene con me stessa e costruire una vita che mi renda felice».
La storia di Nadia racconta il desiderio di concedersi una nuova possibilità. Dopo un percorso professionale costruito attraverso il lavoro sociale e l’attività di interprete, oggi sente il bisogno di aprire una nuova porta e di avvicinarsi nuovamente al mondo dello spettacolo, ricordando anche quella passione per il canto che aveva vissuto da più giovane.
Più che inseguire un’idea di successo a tutti i costi, Nadia sembra cercare qualcosa di più autentico: un’esperienza capace di regalarle entusiasmo, leggerezza e soddisfazione. La recitazione, soprattutto attraverso la commedia, potrebbe diventare proprio il terreno ideale per esprimere la sua parte più allegra e spontanea. E il suo sogno per il futuro è semplice e, proprio per questo, profondamente significativo: stare bene, sentirsi serena e, magari, ritrovarsi un giorno sul set di un progetto nel quale riconoscersi.
A cura di Nora Taylor
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