Una visione innovativa che ribalta i vecchi concetti sul riposo assoluto durante la dolce attesa

Gravidanza e post partum rappresentano fasi delicate in cui il movimento consapevole può diventare un alleato fondamentale per il benessere di mamma e bambino. A sottolinearlo è Maria Sole Barbieri, personal trainer specializzata e fondatrice di MSB Training, che invita a superare vecchie convinzioni legate al riposo assoluto e a riscoprire il valore dell’attività fisica come strumento di salute.
I benefici del movimento in gravidanza
Per molto tempo alle donne in dolce attesa è stato consigliato di limitare ogni sforzo, ma oggi le evidenze scientifiche indicano una direzione diversa: in assenza di controindicazioni mediche, l’attività fisica è tra i mezzi più efficaci per proteggere la salute materna e fetale. Come spiega Barbieri, “allenarsi significa preparare il corpo ad affrontare i cambiamenti della gravidanza, il parto e tutto ciò che verrà dopo. Nel 2026 il vero rischio, per una gravidanza fisiologica, non è allenarsi in modo intelligente, ma restare sedentarie”.
L’esercizio regolare aiuta a mantenere sotto controllo l’aumento di peso, riduce il rischio di diabete gestazionale e ipertensione, allevia disturbi come mal di schiena, gonfiore e difficoltà nel sonno. Inoltre, contribuisce a migliorare l’umore, riducendo ansia e sintomi depressivi e favorendo un equilibrio neuro-ormonale positivo anche per il bambino. I benefici si estendono infatti anche al nascituro, grazie a un migliore controllo metabolico, minori picchi glicemici e una maggiore sensibilità insulinica materna, con una possibile riduzione del rischio di macrosomia.
Superare i falsi miti e adattare l’allenamento
Tra le convinzioni più diffuse c’è quella che vede il riposo come la scelta più sicura. In realtà, come sottolinea l’esperta, “salvo precise indicazioni del ginecologo, l’immobilità può essere più dannosa del movimento”. Il corpo ha bisogno di mantenere attivi muscoli, mobilità e circolazione per affrontare i cambiamenti fisici e ormonali della gravidanza.
Non basta nemmeno limitarsi a camminare: sebbene utile, la camminata da sola non copre tutte le esigenze. Schiena, articolazioni, postura e pavimento pelvico richiedono un lavoro mirato. Anche l’uso dei pesi non è da escludere: se ben calibrato, contribuisce a preservare forza, massa muscolare e funzionalità.
L’allenamento deve evolvere con il corpo. Nel primo trimestre si punta a mantenere l’attività con esercizi total body, carichi moderati, mobilità e respirazione. Nel secondo trimestre l’attenzione si sposta sulla stabilità del core, sulla postura e sulla preparazione del pavimento pelvico. Nel terzo trimestre l’obiettivo è mantenere forza e funzionalità, rafforzando in particolare glutei, dorsali e braccia, fondamentali nella gestione quotidiana del neonato.
Secondo Barbieri, l’impegno ideale è di tre sessioni settimanali da 30-45 minuti, abbinate a movimento quotidiano a bassa intensità. Tuttavia, è essenziale adattare sempre l’attività alla propria condizione clinica e interromperla in presenza di sintomi come sanguinamenti, dolore intenso o difficoltà respiratorie, consultando il ginecologo.
Il ruolo del movimento nel post partum
Dopo il parto, l’attività fisica assume un valore ancora più importante, ma con un approccio diverso. Non si tratta di “tornare come prima”, bensì di costruire un nuovo equilibrio fisico e funzionale. Come evidenzia Barbieri, “parlare esclusivamente di ‘tornare in forma’ è riduttivo”.
L’allenamento nel post partum favorisce il recupero di postura e stabilità, aiuta a prevenire dolori cronici e problematiche legate al pavimento pelvico e sostiene il benessere psicologico. Grande attenzione va riservata alla respirazione, al controllo della pressione addominale e alla gestione della diastasi addominale.
La ripresa deve essere graduale: dopo un parto naturale senza complicazioni si può iniziare già nei primi giorni con esercizi leggeri e camminate, mentre la tonificazione viene introdotta dopo il via libera medico, generalmente tra la quarta e la sesta settimana. In caso di taglio cesareo, i tempi si allungano per consentire una corretta cicatrizzazione.
Tra gli errori più comuni ci sono il ritorno precoce ad allenamenti intensi, la focalizzazione esclusiva sull’estetica e la trascuratezza di schiena e pavimento pelvico. Inoltre, la mancanza di tempo non dovrebbe essere un ostacolo: “non servono allenamenti perfetti. Bastano micro-sessioni da 15 o 20 minuti”, spiega Barbieri.
I programmi sviluppati da MSB Training si basano proprio su questo approccio, integrando tonificazione, mobilità e lavoro specifico per accompagnare ogni fase. “Il corpo non va punito né riportato a quello di prima. Ha appena compiuto qualcosa di straordinario”, conclude l’esperta, sottolineando come il movimento rappresenti un investimento concreto sulla salute e sulla qualità della vita.



