La donna dai box: una storia di determinazione, autenticità e amore per lo sport
La storia di Claudia Peroni è un intreccio indissolubile di adrenalina, velocità e passioni autentiche che l’hanno portata a essere una figura iconica nel mondo del motorsport. A distanza di vent’anni dalla sua prima esperienza, la giornalista è tornata a ricoprire il ruolo di tedofora per la Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026, un evento che ha vissuto con una partecipazione emotiva profonda tra le strade di Piacenza. Come riportato in un’intervista concessa a Novella 2000, la sua partecipazione è stata segnata da un’atmosfera magica, condivisa anche con la sua barboncina Andrea. Rievocando quei momenti, la protagonista ha dichiarato: “Nel 2006 è stato bellissimo essere tedofora a Cortina, dietro la pista di bob, ma quest’anno devo dire che forse è stato ancora più emozionante. Forse anche perché ero insieme alla mia cagnolina, la mia barboncina Andrea che amo moltissimo, ma soprattutto perché ero in pieno centro a Piacenza. C’era tantissima gente, una grande energia e una bellissima atmosfera verso sera. Questa fiamma è stata motivo di grande orgoglio: poter portare la fiamma olimpica e rivivere quell’emozione a distanza di vent’anni è stato meraviglioso”.
Durante il percorso di 200 metri, l’energia della folla e l’incitamento dei ragazzi dell’organizzazione hanno trasformato una breve camminata in un istante eterno. Per Claudia Peroni, definita spesso come “la donna dai box“, questo evento rappresenta il culmine di una carriera vissuta a 360 gradi nello sport. Nel descrivere l’intensità della staffetta, ha aggiunto: “Le emozioni sono state tantissime, un susseguirsi continuo. A un certo punto mi sono messa anche a correre insieme ad Andrea per tirar fuori tutta la mia energia e godermi al massimo questo momento magico. Si parla proprio di magia: non solo perché hai la torcia olimpica in mano, ma per l’atmosfera creata dalle persone intorno e dai ragazzi della Milano-Cortina che ti incitano. Sono solo 200 metri, ma sembrano un’eternità”.
Dai rally alla televisione: una vita tra box e adrenalina
Il percorso professionale di Claudia Peroni si distingue per una straordinaria doppia identità: per 13 anni è stata pilota di rally e contemporaneamente ha lavorato come giornalista per la Formula 1 presso Mediaset. Questa esperienza diretta sul campo le ha permesso di sviluppare una sensibilità tecnica e umana fuori dal comune, fondamentale per entrare in sintonia con i grandi campioni dell’automobilismo. Secondo quanto spiegato dalla stessa giornalista, aver vissuto l’abitacolo le ha fornito una marcia in più nel racconto televisivo: “Essere stata pilota è stato un vantaggio. Ti dà una sensibilità diversa. Capisci cosa prova il pilota nell’abitacolo, le tensioni e le dinamiche tecniche. La passione è alla base del mio lavoro: quando un pilota percepisce che hai la sua stessa passione, ha un modo di porsi diverso. Sa che quando parli, sei sulla sua stessa lunghezza d’onda”. I rally, definiti come una scuola che tempra il carattere, sono stati il suo primo grande amore, un ambiente che ha visto crescere figure leggendarie come Jean Todt.
Nella sua lunga carriera a Mediaset, ha avuto il privilegio di collaborare con maestri come Andrea de Adamich e di intervistare i più grandi nomi del motorsport mondiale. Ricordando i suoi esordi e il rapporto con le icone della pista, ha sottolineato l’importanza del legame con figure del calibro di Ayrton Senna: “Intervistare Ayrton Senna è motivo di immenso orgoglio: era un campione straordinario e un uomo meraviglioso. Ma penso anche a Schumacher, Alonso, Prost, Piquet o Mansell. Senna è stato la storia della Formula 1 e iniziare con lui è stata una palestra molto impegnativa”. Oltre al lavoro giornalistico, Claudia Peroni è stata una pioniera anche nel settore del gaming, prestando la sua voce ufficiale per diverse edizioni del videogioco di Formula 1 su PlayStation, anticipando di fatto l’attuale era dei simulatori racing e degli e-sports.
I grandi campioni e la sfida tecnologica dei motori
Con l’evoluzione del settore automobilistico, la “donna dai box” ha saputo adattarsi ai cambiamenti tecnologici, seguendo con curiosità anche l’avvento della Formula-E. Nonostante riconosca l’inevitabilità del progresso elettrico nel motorsport, il suo cuore resta legato alle sensazioni tradizionali della pista. In merito a questa transizione, ha confessato: “Il passaggio alla Formula-E è stato inevitabile quando Mediaset ha acquisito i diritti. Mi ci sono affiancata con umiltà, ripartendo da zero sotto certi aspetti. Non è la mia specialità preferita tra le tante che ho seguito (dalla Formula 1 alla motonautica, fino alle 24 Ore di Le Mans), però rappresentava il lancio dell’elettrico nel motorsport. Detto questo, se devo scegliere, preferisco tutta la vita il rumore dei motori

tradizionali, che trovo decisamente più emozionante”. La sua versatilità l’ha portata inoltre a essere docente per la scuola Formass della CEPU, dove ha insegnato ai giovani l’importanza della spontaneità e della determinazione nella conduzione televisiva.
L’attività di Claudia Peroni si è estesa ben oltre i circuiti, toccando il mondo della radio con emittenti come RDS, Radio Italia, Radio Monte Carlo e RTL, e il prestigioso palco dell’Ariston di Sanremo. Ha condotto il Gala dei Campioni in collaborazione con Pippo Baudo, portando l’automobilismo nel cuore dello spettacolo italiano. In un’intervista pubblicata su Novella 2000 realizzata da Davide Cannata, emerge come la sua vita sia una fotografia di un’epoca, raccolta anche nel libro “La donna dai Box“, un progetto nato dopo mesi di ricerche nell’archivio di Ercole Colombo per documentare momenti storici, dalle rivalità in pista ai retroscena su personaggi come Flavio Briatore.
Le radici di Claudia Peroni tra amore e montagne
Le origini di questa lunga carriera risalgono a una scelta di rottura rispetto alle aspettative familiari. Suo padre, di professione medico, sperava per lei un futuro in medicina, ma la scintilla per i motori scoccò per amore. Il punto di svolta fu l’incontro con il pilota finlandese Henri Toivonen durante il
Rally di Sanremo del 1982. “È iniziato tutto per amore di Henri al Rally di Sanremo del 1982. Per seguirlo mi sono inventata di sana pianta questo mestiere; all’inizio mio padre la definiva una ‘tassa’, perché doveva pagarmi lui le trasferte, ma dopo un anno è diventato il mio lavoro a tutti gli effetti. Henri mi regalò le mie prime scarpette da pilota e mi disse: ‘Adesso ti insegno io a guidare’. Ho iniziato a correre per amore e l’ho fatto per 13 anni. Sono state scelte importanti che rifarei subito”, ha raccontato la giornalista. Quell’istinto iniziale la portò persino a realizzare uno scoop con Senna al suo primo giorno in Formula 1.
Oggi, nonostante i numerosi impegni come ambassador per il MAUTO di Torino, MOMO, Sabelt e i circuiti di Franciacorta e Safety Park, Claudia Peroni trova il suo equilibrio tra le montagne del Trentino. Località come Madonna di Campiglio, Canazei e le Dolomiti rappresentano il suo rifugio ideale per staccare dal rumore dei motori e ritrovare se stessa. In questo contesto, non si sente una diva della televisione ma semplicemente Claudia, una donna che ha sempre seguito il cuore senza snaturarsi. Attualmente è impegnata nel progetto “Fuori Concorso” dedicato alle auto d’epoca e sta lavorando a un nuovo libro autobiografico che racconterà integralmente la sua vita intensa, confermando che per lei ogni nuovo progetto è come una nuova partenza sulla griglia di inizio.
Articolo originale di Davide Cannata pubblicato su Novella 2000.



