Un racconto profondo e sincero in cui Sonia Bruganelli decide di guardarsi dentro, di mettere a nudo la propria anima e di condividere senza timori tutto ciò che ha imparato lungo un percorso fatto di amore, dolore, forza e nuove consapevolezze che trasformano la vita

Sonia Bruganelli ph ig1Un cammino che chiede sincerità

Arriva un momento in cui ogni storia chiede di essere raccontata di nuovo. Non per nostalgia, ma per capire cosa rimane autentico quando si spengono le luci e le certezze vacillano. Da questo desiderio nasce “Solo quello che rimane”, il libro in cui Sonia Bruganelli trasforma la propria vita in una narrazione di coraggio e consapevolezza. Produttrice televisiva, imprenditrice e volto molto discusso, Bruganelli sceglie di liberarsi dell’immagine costruita nel tempo per restituire al pubblico la donna, la madre e l’essere umano che per anni ha nascosto dietro una corazza lucente ma fragile.

Quando l’amore cambia forma

Nel volume pubblicato da Sperling & Kupfer, Bruganelli affronta con lucidità il percorso personale e professionale che l’ha segnata, raccontando le parole, i silenzi e le scelte che l’hanno accompagnata. Il matrimonio con Paolo Bonolis e la separazione, dopo vent’anni insieme e tre figli, diventano l’occasione per riflettere sulla fatica di rimanere fedeli a se stessi mentre tutti chiedono perfezione. «Paolo desiderava una favola, e io ho cercato a lungo di costruirgliela» scrive Sonia, ammettendo di aver capito solo più tardi che quella favola stava spegnendo la sua voce. Quando ha deciso di fermarsi, Bonolis le ha detto con amarezza: “Avevi promesso che sarebbe durato per sempre”. Ma la vita, a volte, cambia direzione e costringe a riscrivere le promesse.

Questo libro non parla solo di dolore, ma di coraggio. Il coraggio di guardarsi dentro, di accettare le proprie fragilità e di smettere di rincorrere ciò che non serve più.

Le ferite che diventano forza

Sonia Bruganelli ph igSonia Bruganelli racconta la maternità vissuta tra dubbi e speranza, la malattia della figlia Silvia, l’aborto giovanile che ha segnato il suo modo di intendere l’amore e la colpa, e gli anni trascorsi a riempire i vuoti con oggetti e successo. Ammette di aver indossato a lungo la maschera della donna forte e impenetrabile, quella che tutti ammiravano, ma che nascondeva un dolore silenzioso. “Mi sono stancata della corazza che avevo costruito da sola” scrive, con una sincerità che profuma di liberazione e rinascita. Ogni parola del libro porta il peso della verità e il desiderio di leggerezza di chi ha deciso finalmente di respirare.

L’amore come riscoperta di sé

Tra confessioni e riflessioni, Sonia apre la porta del proprio mondo interiore e racconta il nuovo legame con il ballerino Angelo Madonia, arrivato in un momento di maturità e calma. Ha imparato che la felicità non vive nei riflettori, ma nella presenza autentica, nel rispetto reciproco e nella libertà di essere se stessi. Nella sua scrittura sobria e diretta emerge una certezza profonda: la forza non appartiene a chi appare invincibile, ma a chi trova il coraggio di dire “non ce la faccio” e continua a camminare.

E così, alla fine, rimane ciò che davvero conta: le parole sincere, la consapevolezza conquistata e la libertà di vivere senza maschere. Nelle frasi di Sonia Bruganelli si intreccia la storia di una donna che ha perso molto, ma che ha saputo ritrovarsi intera, viva e finalmente vera.

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