Attrice e co-produttrice, insieme a Kiko.Co e al regista Andrea Castoldi, guida un progetto che unisce memoria, amicizia e determinazione.

Dal ricordo di un amico a un set indipendente: il racconto di chi ha trasformato una promessa in un film

Dietro Una giornata maledettamente buona c’è la voce e la determinazione di una donna che ha deciso di trasformare un ricordo in un’opera collettiva. Alessandra Brambilla, co-produttrice e protagonista del film, racconta un percorso iniziato da una promessa fatta a un amico che non c’è più.

“Il desiderio di mantenere e onorare quella promessa mi ha spinta, insieme a Kiko.co, a contattare il regista Andrea Castoldi, con il quale avevo già girato due film — proprio insieme al mio amico. Ero certa che Andrea avrebbe accettato di far parte del progetto, e così, armata di determinazione ed entusiasmo, ho messo insieme una squadra che oggi sta collaborando con anima e cuore”.

In questo film Alessandra non è soltanto dietro le quinte: “Mi occupo della produzione, della gestione dei vari reparti sul set e, ultimo ma non meno importante, interpreto anche un personaggio, Giulia. È stata e continua a essere una grande sfida con me stessa riuscire a conciliare tutto, ma con impegno e determinazione sto dando il meglio che posso, con le risorse che ho”.

Il personaggio di Giulia, fidanzata di Vittorio (kiko.Co), porta in scena una recitazione spontanea e autentica: “Per rendere Giulia naturale e credibile sto cercando di eliminare ogni costruzione attoriale, raccontandola in modo semplice, mettendoci dentro tratti che mi appartengono nella vita di tutti i giorni”.

La sfida non riguarda solo il set, ma anche il ruolo delle donne nel cinema indipendente. “Lavorare nel cinema indipendente, che tu sia uomo o donna, è sempre una grande sfida. L’ingrediente fondamentale è la determinazione. Avere un doppio ruolo, co-produttrice e attrice è stato sicuramente più difficile del previsto, ma quando mi metto in testa qualcosa, non esistono ostacoli insormontabili. Sto affrontando tutto con umiltà e tenacia, cercando di dare il massimo, anche per rispetto verso tutte le persone che stanno collaborando con me”.

Il motore che la spinge è sempre lo stesso: una promessa. “La mia parola vale. Quando dico una cosa, quella è , cascasse il mondo. Sto facendo tutto questo unicamente per lui, per rendergli onore”.

Ma il film non vuole solo raccontare un’amicizia, vuole lasciarne traccia nello spettatore: “Quello che spero rimanga è il messaggio sull’importanza delle piccole cose quotidiane. L’amicizia è una di queste. Spesso viene sottovalutata o data per scontata, ma in realtà gli amici che ci circondano sono il nostro riflesso, ci rappresentano nel profondo e contribuiscono a formarci come individui. In sostanza, il messaggio è: non dare mai nulla per scontato, soprattutto nei rapporti umani”.

In Una giornata maledettamente buona, Alessandra Brambilla non interpreta solo un ruolo: si mette in gioco come donna, co-produttrice e amica. Una sfida personale che diventa racconto universale, con l’obiettivo di trasformare il dolore in un’eredità emotiva capace di toccare chiunque, dentro e fuori dal cinema.

 

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